Silenzio
“Silenzio” è un inedito di Brezzolina (perdonami, Elena, ma non possiamo rinunciare a versi così belli):
Non sento la tua voce,
ma non c’è silenzio tra di noi:
ci sono pensieri, che mi parlano al cuore
e momenti, in cui scopro le orme lasciate dalla tua voce
tra le parole che volano libere
nel mio cielo.
[grazie, Google Reader!]
Co-58
Una fuga di cobalto 58 da una tubatura nel reattore numero 4 della centrale nucleare di Tricastin in Francia ha contaminato 100 operai.
Dice che si tratta di incidente “non grave” e che gli operai sono stati solo “lievemente” irradiati. Quanto basta per concludere che la Francia è lontana e che l’Italia è pronta per il nucleare.
San Giuseppe di Russia
C’è chi lo vuole santo e minaccia pure uno scisma. E’ vero che non tutti i santi erano uno stinco di santo, ma ve lo immaginate il compagno Giuseppe insieme a Maria Goretti a misurar le sfere celesti e offrir corone di fiori a Maria Santissima? Dopo di lui lo zio Adolfo?
Mare, mare, mare, voglio annegare …
Come uno scemo sul materassino legato ad una boa a prendere il primo sole della stagione. Adesso mi ritrovo con una scottatura della Madonna che suppongo non mi farà chiudere occhio stanotte. E noi a dar raccomandazioni ai ragazzini, raggi così, raggi pomì, mi raccomando, dieci minuti, …
Tristezza
E’ una canzone triste, mi fa aumentare la malinconia, ma non ne posso fare a meno.
Frattali
La geometria frattale descrive strutture fortemente irregolari che godono della proprietà di autosomiglianza (o invarianza di scala): ingrandendo una qualunque parte del sistema, questa mostra una struttura identica a quella dell’intero sistema.
Alcune curve frattali vennero studiate a fine Ottocento-inizio Novecento da Helge von Koch e Giuseppe Peano e considerate alla stregua di stranezze matematiche. Helge von Koch ha dato il nome al frattale noto come curva di Koch. Si deve a Benoît Mandelbrot l’aver sviluppato il concetto di geometria frattale (termine introdotto nel 1975) e l’aver mostrato con numerosi e suggestivi esempi che concetti considerati fino ad allora come delle curiosità astratte costituiscono invece un apparato matematico di nuovo tipo per la descrizione delle strutture intrinsecamente irregolari. In pochi anni questo concetto è divenuto molto popolare in discipline anche molto diverse come matematica, fisica, chimica, biologia, informatica e recentemente anche in fisiologia. E’ importante chiarire che la geometria frattale permette di caratterizzare in modo matematico e quantitativo le strutture fortemente irregolari, ma non fornisce una spiegazione del perchè queste strutture sono frattali. La comprensione dell’origine delle strutture frattali in natura e quindi la possibilità di formulare una teoria dei frattali costituiscono il problema principale in questo campo e sono oggetto di vasto interesse scientifico.
Consideriamo come esempio intuitivo di struttura frattale la curva triadica di von Koch (il merletto a trina di Koch), che è definita da un semplice processo iterativo come quello illustrato qui. La curva di von Koch è costruita suddividendo un segmento in tre parti uguali e sostituendo al segmento centrale una coppia di segmenti di ugual lunghezza posti come due lati di un triangolo equilatero. A ciascuno dei lati della spezzata così formata si sostituiscono ulteriormente quattro spezzate di forma identica, ma di dimensioni corrispondenti a quelle del segmento sostituito, e così via. E’ importante notare che considerando unitario (3/3) il segmento iniziale l, la figura che si viene a costruire nella iterazione 1 ha lunghezza effettiva N(l) pari a 4/3, un rapporto che si mantiene in tutte le iterazioni successive.
Poiché curve come la precedente non si possono misurare nel modo solito, avendo lunghezza infinita, nel 1918 Felix Hausdorff propose di misurare almeno il grado di autosomiglianza, estendendo la nozione di dimensione nel modo seguente. Un segmento è una figura autosimile unidimensionale, che si può ottenere ponendo insieme due parti di grandezza un mezzo. Analogamente, un quadrato è una figura autosimile bidimensionale, che si può ottenere ponendo insieme quattro parti di grandezza un mezzo. E un cubo è una figura autosimile tridimensionale, che si può ottenere ponendo insieme otto parti di grandezza un mezzo. In generale, si può allora dire che una figura autosimile di dimensione d è ciò che si può ottenere ponendo insieme n elevato a d parti di grandezza 1/n. Poichè la curva di Koch si ottiene ponendo insieme quattro parti di grandezza 1/3, questo significa che la sua dimensione d è tale che:
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Figure aventi dimensione frazionaria nel senso appena definito si dicono “frattali” ed esistono in grandi quantità. Per esempio, per ogni numero reale r compreso tra 1 e 2 esiste una curva frattale di dimensione r. La dimensione frattale tiene conto del modo in cui una curva riempie un piano avvicinandosi alla dimensione euclidea 2 di una superficie. Partendo dal merletto di Koch, e passando per la stella di David, si può anche costruire il fiocco di neve di Koch. E se avete letto l’interessante articolo del Professore sul pentagono e la sezione aurea, allora potete meglio apprezzare anche la costruzione del merletto aureo, del pentagono frattale e della stella frattale. Qui potete trovare una lista di frattali per dimensione di Hausdorff.
Esistono analogamente anche superfici frattali di dimensione compresa tra 2 e 3. Un esempio, detto spugna di Sierpinski-Menger, si può ottenere considerando un cubo, dividendolo in 27 cubi, sottraendo i sette centrali (sei sulle facce e uno all’interno), e ripetendo il processo all’infinito: la dimensione di questa superficie è circa 2,72, mentre il volume da essa racchiuso è 0. Gli esempi di frattali mostrati sono altamente regolari, e usano a ogni passo sempre lo stesso procedimento: per questo motivo, ingrandire un particolare produce un’immagine dello stesso tipo della figura in grande.
Si possono però anche considerare frattali la cui costruzione utilizza procedimenti diversi a ogni passo: in questo caso, ingrandire particolari produce immagini diverse dalla figura in grande. Mandelbrot scoprì una sorta di frattale universale, definito in maniera piuttosto indiretta: considerando, cioè, la trasformazione x²+c di punti del piano (i valori di x sono dunque numeri complessi e non solo reali) e applicandola ripetutamente, partendo da punti qualunque. Qui trovate tutto sull’insieme di Mandelbrot e sulle sue relazioni con l’insieme di Jiulia. E qui una bella galleria di immagini.
Grazie all’impegno scientifico e divulgativo di Mandelbrot, la geometria frattale è diventata oggetto e strumento fondamentale di studio nei campi più disparati, ovunque fosse necessario descrivere strutture naturali e fortemente irregolari. Una caratteristica che colpisce leggendo articoli e riviste scientifici del settore, è l’interdisciplinarietà della ricerca sugli oggetti e i sistemi frattali: dalla fisica dello stato condensato alla fisiologia umana, dall’economia alla produzione di immagini di sintesi per effetti speciali cinematografici.
Ma avremo modo di ritornare sull’argomento.
Uno è uguale a due
Dopo quello descritto qui, voglio proporvi un altro pasticcio matematico.
Partiamo dalla banale identità:
1² – 1² = 1² – 1²
Raccogliamo 1 a fattor comune nel primo membro e scomponiamo il secondo membro quale differenza di due quadrati:
1(1 – 1) = (1 – 1)(1 + 1)
Semplificando otteniamo:
1 = 1 + 1
Quindi:
1 = 2
Sabato di luglio
Fa caldo, il tempo è bello, l’ideale per andare al mare (per inciso, l’ombrellone è prenotato per tutta la stagione e se ne sta solo soletto ad aspettarmi). Sinceramente non mi tira, e non mi tira neanche andare ad aprire la casa in campagna. Potrei andare a stordirmi tra i rumori della MediaWorld, sbirciare tra le novità e magari acquistare (a rate) qualcosa di perfettamente inutile. No, non mi va.
Me ne starò a casa. A pomeriggio c’è la finale del singolare femminile a Wimbledon. Io per Serena, lui per Venus.

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